A tu per tu con il nostro direttore dei servizi educativi

Ciao Luca! Raccontaci un po’ di te.

Sono Luca Landolfi, direttore dei servizi educativi della Cooperativa Il Granello – Don Luigi Monza.

Sono arrivato al Granello in due modalità diverse: il primo approccio è stato da puro volontario, quindi in realtà come cislaghese ed ex ragazzo dell’oratorio avevo scelto la Cooperativa il Granello come forma di volontariato. Poco dopo, invece, per lavoro anche se ancora non diretto con il Granello: sono arrivato come educatore in supporto ad un ragazzo con disagio psichico. In quel caso, la scuola Padre Monti e il comune di residenza del ragazzo avevano scelto proprio il Granello come luogo per testare le capacità del ragazzo e quindi io, conoscendo bene la situazione, ero la persona adatta per fare questa valutazione.

Arrivato al Granello ho iniziato a passare le mie giornate a contatto con i ragazzi rapportandomi con la cooperatività quotidiana. Da quel momento, Francesco Rotondi, fondatore e in quegli anni direttore del Granello ha pensato che sarebbe stato bello se il Granello avesse avuto un vero educatore. Dopo la proposta e la conferma del CDA, ho lasciato il “posto fisso” del comune di Rovello e ho deciso di intraprendere questo tipo di professione.

Per me era una nuova realtà, perché prima mi occupavo di minori, mentre qui invece la realtà vedeva età adulta e disabilità trasversale.

Qual è la cosa che ami di più del tuo lavoro?

Sembrerà populista, ma tutto.

Non c’è nulla che non sia scollegato dal desiderio che ho sempre avuto di fare questo lavoro e che si tratti dei ragazzi o dei genitori, degli amministratori o dei volontari, in realtà amo tutto. Amo alzarmi e dire “vado al lavoro”.

In questi anni il Granello cosa ti ha insegnato e cosa continua ad insegnarti ogni giorno?

Sono due gli insegnamenti che ho ricevuto. Il primo, professionalmente parlando, è che bisogna avere sempre uno sguardo a trecentosessanta gradi, poiché uno sguardo minore ti potrebbe far perdere comunque qualcosa di importante. A livello umano, invece, mi fa capire ogni giorno quanto si debba guardare al futuro partendo dal passato perché il futuro siamo obbligati a guardarlo, il passato siamo tenuti a guardarlo.

Oggi sei direttore educativo e sei partito da volontario. Com’è cambiato e come sta cambiando il tutto?

Io ho vissuto tutte le possibili esperienze all’interno del Granello: volontario, educatore, coordinatore di un servizio, coordinatore di due servizi e poi direttore dei servizi educativi. La mia mansione e la mia professionalità sono andati di pari passo con la crescita dei servizi, che implica quindi una crescita numerica sia di utenti che del personale. Arrivati a questo punto, una grande realtà come questa mi impone di occuparmi al meglio degli operatori perché, a cascata, occupandosi degli operatori ci si occupa di tutto il resto.

Ho ancora una corsia preferenziale aperta con i genitori, quindi mi occupo sia del primo colloquio di conoscenza sia di una sorta di prima valutazione. Stessa cosa con i servizi sociali, ma parliamo di primo incontro, dal secondo sono i coordinatori e gli operatori che se ne occupano. Un altro aspetto fondamentale è sicuramente il trade union con gli amministratori.

Cos’è per te il Granello?

Il Granello è la vita, ma non nel senso più romantico. È la vita perché ne occupa la maggior parte del tempo e il tempo che non è occupato dal Granello in realtà è comunque legato al Granello, perché economicamente è quello che mi permette di fare tutto il resto. Quindi il Granello per me è centrale sempre e ovunque, anche quando è lontano.

Una risposta a “A tu per tu con il nostro direttore dei servizi educativi”

  1. Belle risposte che ai dato sul granello ascolta una cosa ma degli spettacoli che fate non mi puoi fare dei cd così quando ho voglia lì vedo in televisione mi fai questo favore ciao Luca sono Michael

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