A tu per tu con Felice!

Come ti chiami? Quando sei arrivato qua al Granello?

F: Felice, sono arrivato nell’89.

Quindi hai cambiato varie sedi del Granello, prima nella tipografia e poi nello spazio lavoro….?

F: Sì, sono passato al CSE Green Smile di Guanzate da due anni!

A Cislago cosa facevi?

F: Prima a Cislago c’erano le varie attività: pennarelli, temperini, le matite.. Poi c’è stato  il periodo delle cuffiette, dei giornali e degli aerei. 

Invece da quando sei al CSE che attività fai?

F: Il mercoledì sono al laboratorio artistico e mi piace, è il mio laboratorio preferito! Poi a Guanzate lavoro in fattoria il lunedì e il mercoledì e vado anche in giardino e all’orto. Con Luca il giovedì mattina vado a fare il laboratorio delle uscite perché almeno conosciamo le realtà intorno a noi e impariamo a gestire i soldi e ad andare in ambienti nuovi per noi. Il martedì poi facciamo ginnastica con Marina e il venerdì mattina lavoro in assemblaggio. 

Raccontaci qualche tuo ricordo del Granello. 

F: Prima eravamo in pochi. Ora è più facile. La cosa che mi piaceva di più allo spazio lavoro era fare gli astucci, mentre a Guanzate è l’attività artistica… Allo spazio lavoro ero con Carmela e con Ivan e ci aiutavano i volontari. Era bello lavorare insieme agli altri. Andavo d’accordo con tutti. Ora al CSE ho dovuto conoscere nuovi compagni e qui ci sono più regole, non vado più a casa a mangiare a mezzogiorno. 

Cosa fai al pomeriggio?

F: Il pomeriggio vado al Granello di Turate dalle 16,30 fino alle 20 il lunedì, il martedì e il venerdì. Faccio l’attività del pomeriggio con i miei compagni, a volte facciamo merenda e andiamo a fare la spesa. Io cucino alla casa di Turate perché mi piace e sto insieme agli altri, secondo me sono anche bravo. Pure gli altri dicono che sono bravo e mangiano tutto senza lamentarsi! Dopocena invece torno a casa… Mi piace andare lì, in questi anni ho affrontato molte novità e ho vissuto molti cambiamenti. 

Cos’è per te il granello? 

F: Per me il Granello è Francesco! E’ nella tipografia del Granello. 

A chi ti potresti paragonare?

Educatrice: Felice potrebbe paragonarsi all’orso abbraccia tutti!

TRENT’ANNI DI STORIA, TRENT’ANNI DI LOGHI

La nostra Cooperativa è nata nel 1987 e da quel momento abbiamo intrapreso un cammino che ci ha portato ad essere la grande realtà che siamo oggi: una realtà ben strutturata fatta di volti, di servizi e di strutture.

In questi 32 anni di cammino ci sono stati tanti cambiamenti che ci hanno aiutato a crescere e ad evolverci.

La nostra crescita è andata di pari passo con l’evoluzione dei nostri loghi.

Fin dall’inizio, la Cooperativa ha potuto contare sulla presenza della tipografia al suo interno e questa è stata essenziale per richiamare l’attenzione sull’importanza del logo, ovvero su uno strumento utile per cercare di rappresentare e comunicare agli altri la propria identità.

Il nostro primo logo nasce nel 1987 ispirato da un’idea di Maria Carla Grisetti e rappresenta la similitudine pronunciata da Gesù nel Vangelo di Giovanni “se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Fin dalla nostra nascita il nostro obiettivo è stato di essere sia quel piccolo chicco di grano, sia il terreno fertile su cui ciascuno poteva portare il proprio chicco e rifiorire. Dal punto di vista grafico, il logo era molto essenziale, bicolore, e poneva sullo stesso piano “il Granello” e il simbolo del chicco che fiorisce.

Dopo i nostri primi dieci anni, nel 1997, abbiamo deciso di modificare il logo per cercare di modernizzarlo. Per farlo ci siamo affidati alla consulenza di un noto grafico professionista Andrea Benzoni titolare di Concreo Edizioni. Il logo cambia totalmente, non si affida più a un simbolo astratto, ma mette al centro la propria identità, rappresentata dalla “g” di Granello. La “g” è rappresenta all’interno di una struttura proprio per testimoniare il fatto che il Granello si trovava al centro di un sistema che stava generando. Un’altra importante differenza è legata ai colori, infatti si passa da un logo bicolore a uno molto colorato, questa scelta è stata fatta per cercare di mostrare la varietà e la dinamicità che in quegli anni ci contraddistinguevano. La “g” contiene il “Granello”/seme e lo custodisce per farlo crescere nel terreno di radici solide e nel campo dell’aiuto al bisogno.

Nel 2008, dopo aver camminato dieci anni – decidiamo di rivedere ancora il logo, modificandolo parzialmente: la struttura intorno alla “g” diventa meno chiusa, inizia ad emergere la centralità propria della “g”.

Infine, in occasione del nostro trentesimo anno di attività, decidiamo di rivolgerci nuovamente ad Andrea perché i cambiamenti che stavamo registrando erano numerosi e la nostra identità sempre più definita. Quest’ultimo logo è più stilizzato, più compatto e meno disperso nello spazio: la “g” esce fuori dalla struttura anche se parte dallo stesso centro. Rappresenta il segno del tempo: rinnovare andando sempre avanti, ma seguendo un cammino. È anche più semplice: non è più ricco di colori, ma ne utilizza pochi; questo perché così come il Granello ha raggiunto una chiarezza nel proprio obiettivo, così il logo diventa chiaro, pulito e più identificabile. Dal “Granello” al “mondo” si è definita una strada ben precisa che passa attraverso una identità trovata.

Negli anni, la decisione di modificare i loghi è stata guidata dall’esigenza di cercare di esprimere e comunicare quello che a mano a mano stavamo diventando: siamo passati dall’essere una piccola cooperativa di lavoro ad una cooperativa strutturata con 8 centri, 230 ragazzi e più di 50 dipendenti.

Attraverso la storia dei loghi della cooperativa abbiamo rappresentato il nostro cammino come piccolo specchio della nostra crescita.

OLTRESEMPIONE IN FESTA

Domenica 14 aprile il Granello si sposterà a Legnano (Via Barbara Melzi) in occasione dell’OLTRESEMPIONE IN FESTA. Saremo tra i fortunati protagonisti delle bancarelle con i nostri lavori di taglio e cucito! Un’occasione unica per portare fuori dalla cooperativa il frutto del nostro impegno e per vedere gratificati gli sforzi dei nostri ragazzi. Ma non è finita qui: animazioni, giochi, punti ristoro, tanti sconti e molto altro in una giornata adatta a grandi e piccini!

Apri il link per scoprire il programma dettagliato della giornata:  
https://www.legnanoon.it/eventi/oltresempione-in-festa/

A tu per tu con i nostri “aggiustatutto”

Ciao Luciano e Giorgio, parlateci un po’ di voi!

L: Ciao, io sono Luciano ed è dal 2004 che vengo al Granello. Se per tanti l’età della pensione simboleggia l’incubo del declino, il “canto del cigno”, per me non è così… Anzi!

Stare a casa non fa per me, dopo un po’ mi stanco, in più non sono mai stato un frequentatore seriale del bar, preferisco venire qua che c’è sempre qualcosa da fare: aggiustare, montare, smontare … Si fa quello che si può. Certo, non aiuto i ragazzi nei lavori perché ci tengo a precisare che quelli li fanno loro, però che so… cambiare le lampadine, piuttosto che sistemare la roba. É più o meno 15 anni che siamo qui io e lui

G: Io invece sono Giorgio. Come ha detto giustamente Luciano abbiamo iniziato praticamente insieme, giusto un mesetto di distanza. Eh si, esattamente sono ormai 15 anni che ci sopportiamo e supportiamo in questa cosa! Talvolta aiutiamo anche i ragazzi, ad esempio se sono in difficoltà con dei lavori di urgenza, oppure movimentiamo il magazzino e facciamo i lavoretti come montare le baracche, gli aggiustatori… e, perché no, anche dei lavori più semplici, come cambiare la lampadina.

L: Per non parlare delle maniglie delle porte o delle chiavi che perdono…

G: E la termosaldatrici che non scaldano? Non hanno la più pallida idea di dove metterci le mani… Insomma queste piccole cose.

L: Dalle 9 a mezzogiorno, dalle 2 alle 5 siamo sempre qui! 

G: Questo perché a casa non abbiamo niente da fare. E poi perché le mogli e i figli rompono… (ride) 

L: Andare al bar a me non piace, poi stare lì fuori a contare le macchine … ci si diverte di più qui. Non è che siamo obbligati, noi siamo volontari.

G: Dal lunedì e venerdì magari anche il sabato, dipende dai lavori urgenti che ci sono da fare. Diamo una mano con l’assemblaggio… di questi lavoretti ce ne sono un sacco. 

Cosa vi ha portato qua? Vi siete proposti voi?

L: Sì… beh, io conoscevo Luca perché era amico di mio figlio. Poi si sa com’è, si viene una volta, due, tre… un giorno tira l’altro, come le ciliegie!

G: Perché la mia massima aspirazione non era andare al bar e ridurmi a fare il “pensionato parassita”, cercavo altro da fare.

L: No perché lavorare è dura eh, ma lo è di più non fare niente!

G: Io Luca non lo conoscevo, ma conoscevo Francesco Rotondi perché prima lavoravo come magazziniere, come responsabile logistica, e lui veniva lì per fare le stampe. 

Cosa rappresenta per voi il Granello?

L : All’inizio un passatempo … poi più un divertimento diciamo.

G: In più frequentandolo è diverso, per non parlare del contatto con i ragazzi. Lo abbiamo visto cambiare tanto in quest’ultimi 15 anni, prima eravamo in un’altra struttura… un buco! Adesso hanno preso questo posto, molto più grande, e c’è sempre da fare. 

L: Siamo passati da pochissimi ragazzi a 50 dipendenti, 47 mi sembra siano adesso. Da una piccolissima realtà, 5 o 6 persone, ad una cooperativa sociale a tutti gli effetti. Ad esempio, prima stagisti non ce n’erano quasi mai, adesso c’è un giro non da poco…

G: Noi siamo stagisti da 15 anni (ride)! Non riusciamo a superare l’ostacolo. 

L: L’anno scorso ci hanno dato l’aumento… come la farina doppio zero… ci divertiamo così.