A tu per tu con i nostri “aggiustatutto”

Ciao Luciano e Giorgio, parlateci un po’ di voi!

L: Ciao, io sono Luciano ed è dal 2004 che vengo al Granello. Se per tanti l’età della pensione simboleggia l’incubo del declino, il “canto del cigno”, per me non è così… Anzi!

Stare a casa non fa per me, dopo un po’ mi stanco, in più non sono mai stato un frequentatore seriale del bar, preferisco venire qua che c’è sempre qualcosa da fare: aggiustare, montare, smontare … Si fa quello che si può. Certo, non aiuto i ragazzi nei lavori perché ci tengo a precisare che quelli li fanno loro, però che so… cambiare le lampadine, piuttosto che sistemare la roba. É più o meno 15 anni che siamo qui io e lui

G: Io invece sono Giorgio. Come ha detto giustamente Luciano abbiamo iniziato praticamente insieme, giusto un mesetto di distanza. Eh si, esattamente sono ormai 15 anni che ci sopportiamo e supportiamo in questa cosa! Talvolta aiutiamo anche i ragazzi, ad esempio se sono in difficoltà con dei lavori di urgenza, oppure movimentiamo il magazzino e facciamo i lavoretti come montare le baracche, gli aggiustatori… e, perché no, anche dei lavori più semplici, come cambiare la lampadina.

L: Per non parlare delle maniglie delle porte o delle chiavi che perdono…

G: E la termosaldatrici che non scaldano? Non hanno la più pallida idea di dove metterci le mani… Insomma queste piccole cose.

L: Dalle 9 a mezzogiorno, dalle 2 alle 5 siamo sempre qui! 

G: Questo perché a casa non abbiamo niente da fare. E poi perché le mogli e i figli rompono… (ride) 

L: Andare al bar a me non piace, poi stare lì fuori a contare le macchine … ci si diverte di più qui. Non è che siamo obbligati, noi siamo volontari.

G: Dal lunedì e venerdì magari anche il sabato, dipende dai lavori urgenti che ci sono da fare. Diamo una mano con l’assemblaggio… di questi lavoretti ce ne sono un sacco. 

Cosa vi ha portato qua? Vi siete proposti voi?

L: Sì… beh, io conoscevo Luca perché era amico di mio figlio. Poi si sa com’è, si viene una volta, due, tre… un giorno tira l’altro, come le ciliegie!

G: Perché la mia massima aspirazione non era andare al bar e ridurmi a fare il “pensionato parassita”, cercavo altro da fare.

L: No perché lavorare è dura eh, ma lo è di più non fare niente!

G: Io Luca non lo conoscevo, ma conoscevo Francesco Rotondi perché prima lavoravo come magazziniere, come responsabile logistica, e lui veniva lì per fare le stampe. 

Cosa rappresenta per voi il Granello?

L : All’inizio un passatempo … poi più un divertimento diciamo.

G: In più frequentandolo è diverso, per non parlare del contatto con i ragazzi. Lo abbiamo visto cambiare tanto in quest’ultimi 15 anni, prima eravamo in un’altra struttura… un buco! Adesso hanno preso questo posto, molto più grande, e c’è sempre da fare. 

L: Siamo passati da pochissimi ragazzi a 50 dipendenti, 47 mi sembra siano adesso. Da una piccolissima realtà, 5 o 6 persone, ad una cooperativa sociale a tutti gli effetti. Ad esempio, prima stagisti non ce n’erano quasi mai, adesso c’è un giro non da poco…

G: Noi siamo stagisti da 15 anni (ride)! Non riusciamo a superare l’ostacolo. 

L: L’anno scorso ci hanno dato l’aumento… come la farina doppio zero… ci divertiamo così.