A tu per tu con Vita!

Ciao, dicci chi sei!

Sono Vita e lavoro qui da ben 32 anni, dal 1987 al 2019. Sono stata una delle prime ed è iniziata un po’ per caso. All’inizio qui c’era il Francesco, il Pierangelo e l’Abbondanzio.

All’inizio cosa facevi qui?

Niente, abbiamo fatto tanti lavori: le spalline, le pentole per la Prestige, i riduttori elettrici, il confezionamento delle lenzuola e degli strofinacci, e poi negli anni ne abbiamo fatti tanti altri come i pennarelli o i temperini.

Io sono sempre rimasta all’assemblaggio.

Come ti trovi al Granello?

Bene bene, per me è come una grande famiglia.

Prima lavoravo tutta la giornata, invece ora, con l’età che avanza, faccio tutte le mattine.

Cos’è per te il Granello?

A me, il Granello, ha dato delle esperienze incredibili: sono stata aiutata e ho aiutato.

Mi ha arricchito un sacco e ringrazio perché è un pezzo fondamentale della mia vita.

Eh sì, anche perché ormai anche tu sei fondamentale qui!

Si certo, mi faranno una statua! ahahahaha

A tu per tu con Fausta!

Ciao, dicci chi sei e come sei arrivata al Granello!

Io sono Fausta. Sono qui quasi da quando è cominciato il Granello. Lavorare con i ragazzi disabili è una cosa che avrei sempre desiderato fare. Sono di Castellanza e qui c’è già in effetti una comunità, però non volevo, non dico “ creare inimicizie”, perché sarebbe la parola sbagliata! Ma lavorare con gente sul territorio che conosci e quindi sai già com’è, non mi andava bene. Allora prima sono andata all’oratorio ad aiutare i ragazzi a fare i compiti, ma non gliene fregava nulla e mi sono stufata! Poi 5 anni fa ho scoperto il Granello.

Qua di cosa ti occupi principalmente?

Io ho cominciato facendo mezza giornata, poi una giornata, poi una e mezzo e poi due giorni. Normalmente aiuto nelle varie attività, invece il giovedì mattina sono la regina della cucina. Chi cucina con me, peggio per lui!

In questi 5 anni hai imparato qualcosa di nuovo?

Ho imparato molto. Intanto stare qui ti insegna la felicità. Tu vieni qui e anche se hai le tue preoccupazioni vai via di qui di qui che ti sono passate. Loro qua, contrariamente ai ragazzi di cui parlavo prima, quello che hanno te lo danno a prescindere. A livello di affetto e a livello di lavoro.
Non lesinano su quello che possono dare. Questo ti arricchisce. Non li ho mai visti così diversi anche quando non frequentavo il Granello. Puoi pensare che ti dispiace per loro, ma hanno anche loro una vita semi normale! Non devi mai fermarti a dire: “Come sono sfortunati!” perché nel momento in cui ti chiedi: “Quando non ci saranno più i genitori.. come saranno? ” “In casa chi si occupa di loro?” … A quel punto diventa una tragedia perché ti rendi veramente conto delle loro difficoltà e di tutto quello che succede. Se tu invece li prendi come ragazzi tutto diventa semplice! Sono quella che li cazzia quando devono essere cazziati, gli urlo contro, e sono quella che dopo ci gioca a carte …
Faccio un po’ come se fossero i miei figli.

Cosa rappresenta questo posto per te?

Questo è assolutamente un pezzo della mia vita. Ma non perché non saprei cosa fare altrimenti, ma perché mi mancherebbero loro. Sia i ragazzi che gli educatori . Io non vengo qui per riempire le mie giornate: vengo qua perché mi fanno stare bene! Questa è la mia percezione del Granello: un posto dove vado e sto bene. Vedo i ragazzi che tutto sommato mi sopportano e sono contenti di vedermi. Vengo qua perché sto bene io, è una parte fondamentale della mia vita.