A tu per tu con Cristina!

Ciao, presentati!

Ciao a tutti! Io sono Cristina Dall’Asta e sono un’educatrice del Granello.

Come sei arrivata qui?

Sono arrivata al Granello nel 2010, sono circa trent’anni che faccio l’educatrice e ho lavorato tanto tempo con i minori. Prima a Genova, che è la mia città d’origine, e poi a Milano in un’altra cooperativa. Nel 2010 mi occupavo di assistenza domiciliare ai minori e quindi giravo un sacco. Avendo pure avuto una figlia mi sono licenziata e ho iniziato a cercare in zona. Conoscevo Luca Landolfi perché mio amico, in quanto mio marito suonava in una band con lui, e gli ho dato il curriculum perché stava pensando di aprire lo SFA. Mi ha chiamato, mi ha selezionato e sono stata presa come educatrice. Il primo nucleo di lavoro siamo stati lui ed io, dopo sono arrivati Chiara e Simone nel giro di un anno e qui ho svolto prima ruoli come educatrice -perché il coordinatore era Luca – e poi successivamente, nel momento in cui Luca si è distaccato ed è diventato direttore educativo, io sono diventata coordinatrice dello SFA. All’interno di questa esperienza ho visto passare praticamente tutti gli educatori del granello perché arrivavano, venivano assunti, lavoravano con me e poi venivano spostati in altri servizi. I primi ad andarsene sono stati Simone e Chiara che hanno aperto Marnate. Anche tutti i ragazzi di Marnate, una buona parte di quelli di Guanzate e una parte dello SFA di Fagnano sono passati da Cislago. Un po’ perché qui è sempre stata la sede storica e quindi anche il servizio è diventato storico, oltre alla stampa e allo spazio lavoro.

All’inizio avevamo 7 ragazzi. Ripeto, non ho mai cambiato ruolo e fare la coordinatrice significa anche fare l’educatore, non è un coordinamento distaccato ma un coordinamento dentro le attività. Tra l’altro mi piace di più, quando ero a Milano il coordinamento era distaccato da quello; ad ogni modo se devo presentarmi prima di essere una coordinatrice sono una educatrice. Mi sono occupata anche del teatro perché insieme a mio marito, a parte Grease, abbiamo curato tutti gli spettacoli. Io scrivevo e aggiustavo i copioni, lui si occupava delle musiche, degli audio e dei video. Adesso invece mi sto occupando della progettazione del foundraising. Era già una competenza che possedevo ed ora che la cooperativa si è ingrandita, direi che è essenziale.

Come ti trovi qui al Granello?

Bene! Subito la percezione che avevo era che le giornate volassero, facevo un tipo di lavoro molto frammentario. Trovarmi qui a lavorare con una equipe, sempre insieme, è molto meglio rispetto al lavoro di prima. È stata bella come esperienza perché non avevo mai lavorato in maniera attiva con la disabilità, se non con qualche minore (ne avevo seguito soltanto qualcuno), e quindi è stata una scoperta rispetto alla mia maniera educativa. Il cambio dai minori ai disabili è stato capire che con le persone disabili hai una grossa responsabilità dal punto di vista educativo perché sono persone molto fiduciose. Qualsiasi cosa tu dici, loro instaurano questo rapporto di dipendenza che non è nella mia natura (lavoro nel servizio di formazione all’autonomia).

Non con tutti, ma in generale devi stare attento a quello che dici, questo è uno degli aspetti diversi rispetto all’esperienza precedente. Poi, siccome sono una educatrice, qualsiasi attività nuova che faccio mi piace sia approfondire che ricercare o formare la mia idea o la modalità d’intervento sull’utenza con cui lavoro e quindi quando sono arrivata qua ho dovuto formarmi anche una cultura su cosa significa lavorare con la disabilità, sulla legislazione che c’è, quali sono le problematiche ecc.

Cos’è per te il Granello?

Ogni tanto diventa casa mia (ride, ndr) perché occupandoci degli eventi a volte ci sono dei momenti molto densi. Il mio posto di lavoro è molto confortevole per una serie di ragioni, soprattutto nella relazione tra colleghi. La cosa bella, secondo me, è che siamo cresciuti insieme e quindi c’è un nucleo più storico che è riuscito ad espandere l’idea che abbiamo; ho cambiato molte equipe però sempre in un clima positivo, parlando proprio del livello tra colleghi.

Perfetto, grazie! Ciao Cristina.

Ciao a tutti.